Tempo tiranno

Noi in continua preda
del fugace tempo nostro tiranno,
un quattro quarti che scandisce la vita
sento di continuo batterlo forte.

Rintocca alto l’orologio, rimbomba
nella stanza il cupo eco della mezzanotte,
il cupo eco della nostra vita
che piano piano si avvicina alla meta finita.

I giorni fuggono irreparabili
come fotogrammi in un film,
la nostra pellicola rotea ansante e non curante
dell’uomo mortale.

Ecco il nuovo dì del nuovo anno
DONG, è arrivato.

Ubriacatevi di poesia, d’arte, d’amore
e volgerete infine il cuore al sole.

Primavera gioiosa

Dall’altra parte della staccionata
io osservo attento il mondo
bello in quest’accezione.

Soave cinguettio d’uccelli
che cantano sopra di me
io immerso nel verde divento
alberi e aria e rugiada e sole.

Da oriente ad occidente (ora fa capolino)
il suo volto vermiglio e incandescente volge
ed il mio col suo lo sguardo attento l’insegue.

Blu di more, le assaporo, le gusto
preso dall’estasi del luogo bevo
acqua cristallina da un ruscello
chiudo gli occhi.

Il respiro si isola e suguo anche lui
solo me ne sto sdraiato, assopito e rilassato
in questo fresco ed arioso bosco soleggiato.

Buon Natale e felice anno nuovo!

parigi

Mi sembra trascorso solo un giorno da quando per la prima volta aprii il blog e iniziai a pubblicare i miei versi.

Un sentito grazie, di cuore, a tutti coloro che seguono costantemente il blog, che leggono i miei componimenti, che commentano in modo positivo e anche a chi critica in buona fede (d’altra parte, senza non esisterebbe un progresso e miglioramento personale, no?).

Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un felice Natale e un bellissimo 2016, pieno di musica, arte, poesia.

Vi saluto con affetto, invitandovi ad ubriacarvi, come diceva Baudelaire.

[…] dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, poesia o di virtù : come vi pare. Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: «E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù , come vi pare».

Charles Baudelaire

Boulevards parigini

Il genio compone,  il taxi di notte va,
i boulevards mi passano accanto,
l’occhio fissa lo sbrilluccichio penetrante
delle lucine accese e colorate
della strada trafficata,
sento l’ispirazione, penso a te
che nemmeno mi pensi
che dormi, qui,
che potrei averti.

Ma io non posso,
tu non puoi.
Entrambi prigionieri
di un dolce estraneo
ma comune
tempo passato.