Fiore d’Italia

Solo mi trovo
con me stesso oggi
e penso ai dì futuri.

Con Dante, Leopardi,
di poeti, di pittori
di musici ed inventori
la punta eravamo d’Europa.

Ora? Lo stesso!
Talenti non scomparsi ma nascosti,
laboriose api che producono
miele dolce e denso.

Italia, bella donna da amare
venerata e umiliata
con cicatrici in fronte
con ferite sanguinanti
vai per il mondo a dispensar cultura.

Tu che con due grucce ti sorreggi
tu che ti nascondi triste
dietro ad un germanico sasso
sei in mezzo a tanta gente che vorrebbe
soggiogarti e possederti.
Tu d’animo non perderti, lotta.

Scruto le foglie sibilline,
il destino già scritto.
Fiera cammini, ora senza una gruccia
ora senza l’altra
emergi e ti ergi pian piano
tra la gente che storto ti guarda.
Bella sei tornata.

Eccoti fiera, in comunione con gli altri
senza odiare, dialoghi e t’intendi.
Trascendi l’odiata crisi e come un fiore
pestato dal nulla riprendi e ricresci.
Prospera Saturnia terra
il morboso male è ora andato.
Pronta a recuperare quelle glorie
degne di un tempo passato
che tornerà.

Uomini dal volto scosso

Uomini dal volto scosso
lugubri approdano
a sabbie lambite
da nere onde di sangue.

In cerca di speranza e di salvezza
non bramano oro, a differenza loro
che seduti su comode sedie
impassibili guardano
la sovrumana catastrofe.

E dall’alto Atena osserva
la sua polis in rovina
mentre il germanico estintore
soffoca il fuoco della democrazia.

Europa unita
solo da una moneta
ormai finita.

Lacrima

Piango.
Triste, di dolore pieno
piango
infelice, per tutti alieno.

Le lacrime arano le guance
scendono delicate, flebili
cadono giù
su questa carta
l’alone si amplia.

Sprezzante indifferenza
e triste risposta che
provoca conati di pianto
e crampi all’anima mia.