Felicità improvvisa

Felicitá mi pervade le membra.

Lei che all’improvviso é arrivata
col suo dolce sorriso e gli occhi brillanti
entra in me e sì, rido.

Un lampo, una scintilla divina
che rianima stanco un corpo.
D’un tratto
appare scompare.

Rido di gioia, di un’ emozione nuova
oh, se giova al mio animo.
La schiena é cosparsa di brividi
tremo e mi dimeno, arranco nel parlare,
resto, vado, sogno o son desto?

Lei mi fa ardere ovunque
e la schiena per tutta lunghezza
vibra e io rido, rido, e piango
di felicitá.

Non so il perchè,
ma so che mi basta, per il momento,
questa casuale altalenante energetica
motivazione.

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Freddo pungente

Un freddo pungente ti penetra l’ossa
ti entra ovunque, da sotto, da sopra, di lato
freddo che ti mangia, ti pugnala
t’ncalza, come tanti spilli da balia t’infilza
e tu non hai scampo, non puoi fuggire
da questo ventoso vento tiranno!

Odi il ruscello scorrer fresco
impassibile
tu corri, arranchi, inciampi.
Come tante tagliole ci provi, le scansi
per poi caderci col piede e tagliarti.

Il vento fischia
e ululando come un branco di lupi
risuona ovunque
in quest’ultima sera d’autunno.

Ti stringe i polpacci
t’intrica le braccia
ti blocca lo sterno.
Tu solo sei contro
della potente natura
l’inizio dell’inverno.

Stelle cadenti

Cadono le stelle, fuori fa freddo
le vedo quaggiù dalla valle
come dolci particelle di polline
che inseminano un fiore.

Scendono giù una ad una e si vedono
nel buio e freddo cielo nero,
spazio eterno di eterni eterei corpi,
dalle altre ben distinte.

“Esprimi un desiderio”
disse fregandosi per il freddo le mani
“Magari accadrá davvero, domani”.

Fresco di primavera

Verde di prato in primavera
verde di fiori ed erba
verde di serra
colorata.

Verde di soldi
verde di penuria
verde di gioia
vista dall’alto
di questa fresca altura.

Respiro.

Ad occhi chiusi
respiro
nell’infinito aperto spazio
che qui appare,
una dolce vita gustandomi
la sinfonia di rondini
immagino e spero e cerco e
trovo?

Respiro.

Un volo d’uccelli
il fruscio del vento tra foglie
i rami mossi
l’erba scossa
i fiori auliscono
il fiume scorre.

Il sole mi illumina
la natura sono io
la vita fluisce in me
sono il tutto e sono il niente
trovo, sono, suono,
vivo.

Verde di primavera
bella e dorata
verde di speranza
verde di onestà.
Verde di un fresco futuro
che sì, son certo, accadrà.

Umana cattiveria

Umana cattiveria
che piove come un tuono
sul mio petto rattoppato
rimbombando,
che dilania l’animo
come un colpo di cannone,
che un tempo mi nuoceva.

Boom

Ora non più.
Basta esser quello che cadeva
ad ogni folata di vento
basta esser Veturio, l’inetto.

Dublino

Il cielo si tinge sopra di me
di rosso e roseo colore
vermiglie nuvole ed un sole ghiacciato
si mescolano al mio umore pacato.

Neve intorno, ai lati di una strada
candida contrasta segnata dai lampioni
la gente rincasa, un cane abbaia.
Tutti si preparano, accendono il camino
io son qui, assorto, mentre cammino.

Pian piano le luci si accendono
si fondono i colori come in un quadro
fumano i tetti e frusciano le foglie
da lieve brezza mosse
quasi fosse l’amata che tocca l’amato.

Le panchine del parco son vuote
sopra é solo un pugno di neve
e gli alberi ormai affaticati
sembrano soffrire con i rami all’ingiù.

In lontananza fabbriche
che continuano a fumare
quasi per riscaldare tutto il paese.

Poche auto passano, una si ferma
chissá per cosa,
riprende la marcia.

E cosí io.