Affogo in una pozzanghera primaverile

Mesto ascolto il triste cadere
della pioggia battente
in una giornata di primavera.

Tramonto é fuori
tramonto é dentro.

Ecco, lo sento
il canto delle persone
che altro non sperano
di annegarti.

Cloffete, clop, clop

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Tormento

 

Intrappolato sto come all’interno
di una scatola da scarpe un topo.

L’aria qui
viene meno.
Non riesco a respirar
nemmeno.

E’ buio intorno a me
vedo Febo solo a sprazzi
qualche volta inciampo
qualche volta
accorre.

Soffocato
tra due mattoni
soffocato
dalla gente a me intorno.

Sono non libero di movimento.
Sono un rapace
con le ali nella pece.

I Sogni

 

Di notte narra l’ansiosa regina
sopra di lei picchi innevati
e un sole invernale con vento australe.

Dorme il picchio ormai stanco, riposa su un ramo
in attesa del blu.
Gioisce nel vederla e così riprende.

Picchia, tronca, scava, si fa strada
non ha tregua
e così và.

Lungamente lei lo fissa
e con fermo pensiero pensa
che ben presto smetterà.
Ma imperterrito lui continua
e così và.

Passano le ore, passano i giorni
di notte narra l’ansiosa regina:
«é così che si realizzano i sogni».

Fluttuando nel buio

 

Triste ed abbandonato nel buio mi ritrovo
perso d’animo e non solo tutto mi sfugge
cerco di afferrare, ma qual è lo scopo?

Tutto mi
sfugge in questo ampio deserto
non c’è cosa che regga, cosa che tenga
non c’è persona che ricambi quel che io senta.

Ma io continuo, zoppicando, a vagare
ma io continuo, fluttuando, a trovare una fuga
dall’infinito buio nel quale
io sono dentro.

Ammaccato nell’animo, nello spirito e nella carne
continuo imperterrito stavolta a lottare
a cercare di non mollare
per infine giunger alla vetta dove sarà la pace
di questo povero mortale.

Oh Vita

 

Oh vita, oh vita
oh se solo potessi
scegliere così facilmente
del bivio la strada che mi si para davanti.

Il destino é segnato, é scritto,
si sa.
Ma cosa dovrei leggerci, io?

Perché é così sbagliato per la societá
pensare ad utopici sogni?
Chi è che dice che ció che penso vada
contro questa triste e cruda realtá?

Anche la speranza è forse negata?

La speranza non dá da mangiare.

Reclusi in una cella
i secondini ci dicono cosa fare
ci danno delle false scelte
ci pugnalano al ventre
ci ricuciono le ferite
per poi pugnalarci nuovamente.

Siamo liberi di pensiero, forse,
ma non di libera scelta.

Non possiamo evadere
e dobbiamo scontare la pena.
E una volta fuori
chi ci attenderà?

Sottile é il filo della scelta
che separa il fallito dal realizzato.

Oh vita, oh vita
oh se solo potessi
leggere quelle sacre pagine
del tuo libro già scritto.

Martellante pensiero

 

Martellante pensiero mi scoppia la testa
tantissimi cavalli che trottan veloci
tantissimi bimbi che schiaccian le noci.
Sono un guerrier ormai senza spada
ma combatterò lo stesso, vada come vada.

Son qui solo nel letto giacente
pensando solamente a cose da niente
son qui solo con un peso sul petto
che lungi davvero dall’esser qui detto.
Non é malattia, nemmen mal d’amore
é sol che prende l’ozio il posto al dovere.

Prendete gli scudi, prendete gli elmetti
il Nemico é vicino ed ha denti stretti.
Cosa c’é? Perché fuggite oh voi tutti?
Egli mi guarda, mi fissa: é pronto a far lutti.

Ormai sono in ballo, la sfida é iniziata
carico lo scudo, sguaino la spada.
Siam solo noi due presenti sul campo
adesso assaggerá il sapore del brando.