Amata Mens Nostra

Lunga é la notte, buio il cammino.
Da lontano triste il volgo miro e
cadendo in un ineffabile pianeta
io mi consolo e trovo rifugio.

Nessun anima mortale più mi capisce
sembro un quadro la cui immagine
talvolta sparisce.

A cosa sto pensando, cosa sto facendo?

Basta.

Lascio il mio genio scorrere contento
come
un fanciullo che gioca con una palla
giù nella buia e fredda stalla.

Ha come amici due mucche ed un bue
e la palla rimbalza.

Sdong
Bong
Sdong

La verde palla da tennis è lì che
rimbalza, la mucca smette di dormire
e si alza

il fanciullo pensa

spera che forse una sera
potrà recuperare, potrà andare in paese
e trovare qualche amico con cui giocare.

Ma in paese anima viva non c’è
è comparso un enorme cimitero
ed é lì che vi è
una tomba di duro marmo nero
posta a proteggere
la triste salma di Minerva dea.

Non c’è più nessuno
il fanciullo è solo.

Lui è l’unico
che può prendere il volo.

Solo nel villaggio però
il fanciullo sorride
“la notte è lunga e il cammino è buio”, dice
“rimetterò il villaggio, farò arrivar gente
non saremo mai soli finché sarà con noi

la nostra amata mente”.